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                                                                di G. Camerini e A. D'Antoni

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                                                                _Battezzati, coniugati e defunti della parrocchia di S. Lorenzo (1576-1900)
                                                                scheda>>

                                                                Nomi e cognomi dei 23.453 battezzati, dal 1576 al 1900, dei 10.554 coniugati, dal 1576 al 1900, e dei 23.932 defunti, dal 1606 al 1900 nella parrocchia di S. Lorenzo Martire a Campiglia Marittima (Livorno).

                                                                Prima che i comuni, dopo l'Unità d'Italia, con l'istituzione dello Stato Civile, cominciassero a registrare le nascite, i matrimoni e le morti dei propri cittadini, gli unici documenti di natura anagrafica esistenti per tutto il territorio nazionale erano quelli prodotti dalla Chiesa cattolica. A quell'epoca infatti, da almeno tre secoli, ogni parroco era tenuto a registrare i bambini che si battezzavano, le persone che si sposavano e quelle che erano sepolte all'interno dei confini della propria parrocchia. In più, periodicamente, si compilavano delle liste riassuntive con i nomi di tutti i parrocchiani suddivisi per nuclei familiari. Queste Registrazioni anagrafico-sacramentali, per la loro unicità, rappresentano oggi uno dei patrimoni storici e culturali più preziosi, da difendere e valorizzare. La Memoria dei Sacramenti è un progetto scientifico basato sull'utilizzo delle più avanzate tecnologie, portato avanti da un gruppo di archivisti ecclesiastici specializzati, per rendere possibili interventi globali di informatizzazione dei documenti parrocchiali italiani precedenti al 1901, allo scopo di garantirne la salvaguardia e permettere l'accesso immediato ai dati in essi contenuti, nel pieno rispetto del diritto di proprietà da parte degli enti possessori. I risultati degli interventi realizzati negli archivi storici delle parrocchie e delle diocesi che aderiscono al progetto sono pubblicati all'interno di questa collana.
                                                                __Ambiente e Territorio
                                                                _

                                                                L'età delle
                                                                miniere
                                                                di Carlo Pistolesi

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                                                                __L'industria mineraria italiana dall'Unità alla seconda guerra mondiale
                                                                scheda>>

                                                                L’industria mineraria ha dato un contributo significativo all’economia dell’Italia, ma al tempo stesso ha messo in evidenza i limiti strutturali del suo processo di industrializzazione. Un processo pensato senza tener conto, nella giusta misura, dell’assenza dei combustibili fossili all’interno dei confini nazionali. Così la mancanza del carbone prima e quella del petrolio poi hanno segnato profondamente i destini del Paese. L’autore, nel descrivere la storia dei comparti minerari tra l’Unità e la fine della seconda guerra mondiale, ha concentrato la sua attenzione sull’evoluzione dei commerci e dell’uso dei minerali, cercando di correlare le vicende dell’industria mineraria con quelle più ampie della storia generale, senza trascurare il contesto internazionale. Alla fine ne esce un quadro sorprendente che se da una parte restituisce una lettura quantomeno inusuale della storia mineraria, dall’altra ci permette di cogliere i problemi del presente e di intuire le prospettive future.Il libro però fornisce anche gli strumenti per decifrare l’inascoltato messaggio dei resti delle miniere e per procedere ad una valorizzazione ragionata di quello che rimane del patrimonio minerario italiano.
                                                                Dialettologia

                                                                Il mistero di Caio
                                                                Trebazio
                                                                di Piero Cavicchi

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                                                                _un'esilarante commedia nel dialetto della Val di Cornia
                                                                scheda>>

                                                                Nel 1934, nelle vicinanze di Venturina, facendo lo scasso per una vigna, il contadino Beppe trova una gemma antica che era appartenuta ad un certo Caius Trebatius, possidente romano nella Val di Cornia del primo secolo. Beppe ha in mente di tenere la pietra preziosa per sé, all'insaputa del padrone cui essa spetterebbe di diritto, ma le cose si complicano perché sua figlia, che si chiama per l'appunto Gemma, è incinta proprio del figlio del padrone. Il padre del ragazzo, il signor Tarcozzi, intende troncare ogni legame tra i due giovani e piomba in casa di Beppe dicendogli senza tanti preamboli e con tono deciso che sa tutto della Gemma. Il contadino, ignorando quel che è successo alla figlia, pensa che il padrone si riferisca alla gemma romana che lui ha trovato nel campo. L'equivoco tra i due continua per tutto il colloquio cosicché il povero Beppe non si rende conto della situazione ed accetta le proposte del signor Tarcozzi, ma i guai per il nostro contadino sono appena iniziati.

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